• Florence - Il Tornabuoni
  • 15 Luglio 2018
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Storia

Il Tornabuoni sorge in una delle dimore più antiche e prestigiose di Firenze, Palazzo Minerbetti, costruito nel XIV secolo e citato da molti autori che si sono occupati della storia artistica e urbanistica della città, quali il Fantozzi, il Carocci e il Bargellini.
Il nome deriva dal suo primo proprietario certificato, Andrea Minerbetti, che nel 1470 acquistò una porzione di via de’ Tornabuoni a fini edilizi. Il palazzo già apparteneva alla sua famiglia da undici anni, risalendo il relativo rogito al 1459.
Tra il Cinquecento e il Seicento la dimora presentava sulla cantonata di via del Parione una terrazza che nel 1737-1740 fu sottoposta a intervento di riammodernamento da parte dello scultore e architetto Girolamo Ticciati. La terrazza appare ancora documentata in alcune incisioni d’inizio Ottocento.

Estintasi la famiglia Minerbetti nel 1771, nel 1793 l’edificio passò ai Santini e quindi ai Buonvisi Montecatini di Lucca. Un passaggio notarile del 1807-1819 attesta che Teresa Santini fece realizzare il balcone tuttora all’angolo con via del Parione.
É questa l’epoca in cui il palazzo inizia a essere destinato a hotel, col nome di Albergo del Pellicano prima e di Albergo delle Armi d’Inghilterra poi. Era considerato fra i migliori della città e frequentato da facoltosi stranieri: negli anni Venti del XIX secolo vi soggiornarono fra gli altri Nikolaj Demidoff e il possidente ucraino Olizar Gustav.
Più tardi e sino al 1918 assunse la denominazione di Hotel d’Europe, accogliendo fra i molti ospiti il grande scrittore americano Henry James (nel 1869).

La facciata venne restaurata negli anni Ottanta dell’Ottocento a cura della nuova proprietà – la Compagna d’assicurazione La Fondiaria – con sostituzione di vari elementi in pietra. Altri lavori sono documentati in epoca recente, a risarcimento dei danni dell’alluvione del 1966, ancora alle facciate nel 1987 (architetto Claudio Bianchini) e a tutta la struttura fra il 1990 e il 1996, su progetto di Brizio Montinaro.
L’ultimo nome dell’albergo sino alla chiusura per i lavori del Tornabuoni è stato Hotel Tornabuoni Beacci.
Dal 1901 il palazzo appare nell’elenco della Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale, e nel suo insieme, nonostante i numerosi rimaneggiamenti, mantiene l’aspetto d’un solido edificio medievale. Si noti, a proposito, che i restauri più recenti hanno riportato alla luce affreschi del XIII secolo, testimoni di ciò che c’era addirittura prima che Palazzo Minerbetti venisse costruito.